venerdì 1 giugno 2012

Rinnovo e Cambiamento hanno lo stesso cognome

Sono anni che vi sento parlare e sinceramente, a parte questo vostro chiacchiericcio divenuto ormai scontato e sommesso, non mi lasciate altro che i cocci del pericolante sistema societario moderno che vi è palesemente sfuggito di mano: a me, a noi - i giovani su cui il futuro deve necessariamente puntare - l'onere d'inventare la colla che rimedi al vostro pasticcio.
Il succo della questione è proprio questo: voi siete anziani e noi giovani, voi obsoleti e noi all'avanguardia.
Mio nonno diceva che la differenza fra gli anni novanta e il resto della storia dell'uomo è che un tempo si facevano le cose affinché durassero: si edificavano case radicate nel terreno come piante centenarie affinché i figli ci abitassero dopo i genitori, si cucivano pantaloni e stivali coriacei per arare i campi, si montavano elettrodomestici di modo che in seguito ad un danno si potevano riparare anziché cambiare in garanzia; adesso invece abbiamo impostato il rapporto qualità/durata di qualsiasi prodotto, progetto o proposito in base alla soddisfazione di un mercato capriccioso e viziato e il risultato è che abbiamo rimpiazzato una vagonata di virtù ed oggetti pensati per essere funzionali con una barcata di surrogati concepiti per essere sostituiti al più presto.
Mi ricordo che avevo 4 anni e mio padre guidava una fiat così vecchia che nemmeno mi ricordo che modello era, ascoltava la radio e gli giravano che il week-end avevano previsto in tutta la provincia la circolazione a targhe alterne per abbassare la concentrazione di monossido di carbonio nell'aria: è successo 18 anni fa e sono sicuro che non era nemmeno la prima volta che parlavate di quella parola scomoda e per nulla commerciabile: inquinamento. Ma le cose sono cambiate, vi siete accorti che la benzina rossa nuoceva alla salute del pianeta e l'avete tolta dal mercato rimpiazzandola con quella verde (nella fattispecie differisce per la mancanza di piombo al suo interno) e mirando a raddoppiare il numero di veicoli presenti a livello globale: credo che ci siate riusciti!
Avete tutti parlato e riparlato, affollando i salottini di talk-show più o meno seri o seduti in cerchio ai tavolini dei circoli, ed avete inesorabilmente perso credibilità e dignità col passare dei mesi, poi dei giorni e poi dei minuti finché nel progetto "mondo multinazionale, mondo perfetto" è entrato un virus difficile da debellare: un giovane che invece di collaborare vuole sperimentare.
Signori, Signore e Gentilissimi abitanti della terra che negli ultimi trent'anni avete governato le sorti socio-politiche del nostro pianeta, ho deciso che per quanto mi riguarda avete parlato fin troppo.
Signori, Signorine e Gentilissimi abitanti della terra che nei prossimi trent'anni governeranno le sorti del nostro pianeta, c'è un momento adatto ad ogni sfida e dall'aria che tira è facile pronosticare che saranno difficili, risolvibili soltanto con la sinergia di collaborazioni e punti di vista differenti e variegati: rinnovo e cambiamento sono concetti che probabilmente vivono in città distanti l'una dall'altra in questo periodo, ma conservano tutt'ora lo stesso cognome.
Mi sono stufato dei luoghi comuni che ci dipingono irrispettosi, drogati, viziati, arrendevoli, pigri e privi di cultura, e mi sono stufato soprattutto dell'odioso vizio prettamente italiano di fare di tutta l'erba un fascio: un ventenne sputa per terra quindi i ventenni sono sporchi e maleducati.
Non mi interessa fare la vittima, anche perché credo che ci sia bisogno di denaro anche per iscriversi all'albo delle vittime e non penso di averlo! Mi interessa sottolineare che quel pulpito che spesso ci sottovaluta e ci avvilisce è lo stesso da cui è sgorgata la società che oggi condiziona e penalizza coloro che hanno più difficoltà e che, a quanto pare, sono proprio loro i primi a cui non piace ciò non di meno la difendono. Forse sono solo grandi bugiardi e ipocriti, particolarmente bravi a celarlo.
La verità è che io vi guardo tutti: madri e padri della generazione che ha camminato nel mondo prima di noi e vedo fra voi  coloro che si lamentano da sempre delle cose che non hanno e non avranno e coloro che se le sono prese alla zitta di tutti gli altri.
Adesso - improvvisamente - sembra che tutto e tutti debbano puntare sui giovani, che ogni nuovo progetto debba essere regolato su di noi e sulle nostre esigenze, poiché noi siamo l'arma in per la risoluzione dei grandi problemi che affliggono la collettività e non degli irrispettosi, pigri, drogati, scostumati ecc. ecc. Onestamente date tanto l'impressione di quello che promette a suo figlio le chiavi della casa al mare per andare a fare baldoria con gli amici, a patto che si comporti bene durante l'anno ma che poi rimanda sempre per l'uno o l'altro motivo; voi non avete nessuna intenzione, nessuna voglia di cedere quel maledettissimo paio di chiavi e mi sto seriamente convincendo che ci dev'essere per forza l'anello di Gollum come portachiavi, perché altrimenti non mi spiego come si possono tagliare i fondi all'istruzione delle persone a cui prometti il futuro della tua terra.
Questo blog si rivolge a voi per dirvi che quel mazzo di chiavi del cazzo ve lo potete conservare, io troverò il modo di entrare in quella casa comunque, male che vada sono giovane e scavalcherò il muretto!
Questo blog si rivolge a noi, a chi crede come me che la rimonta è ancora possibile, che riaggiustare tutto sarà una gran seccatura e al contempo un'avventura per niente scontata. Mia mamma mi domanda cosa mi spinge a spiattellare in rete un'opinione a cui probabilmente pochi presteranno orecchio, pochissimi la gradiranno e quasi nessuno ne sarà cambiato o migliorato: mi sono stufato dei piagnistei, dei tg censurati, dei suicidi sotto ai treni, dei crack degli industriali, del marcio e del vecchiume. Mi sono stufato di voi e voglio provare ad aprire gli occhi e a buttare nel cesso le vostre chiavi, nel dimenticatoio le vostre facce, nel silenzio le vostre menzogne.