giovedì 27 settembre 2012

I giochi sono finiti(?)

Non è vero che c'è la crisi, al massimo siamo arrivati a quello che io chiamo il gap assoluto: i poveri non hanno più niente, i ricchi sono arrivati al culmine, saliti sull'olimpo ed elevati a nuovi dei sovrani dell'umanità intera. Ma l'olimpo non è abbastanza, come può esserlo? In fondo è una montagnola di soli 2918 metri d'altezza quindi perché accontentarsi, sull'Himalaya ci sono prede ghiotte tre volte tanto!
Hanno tassato tutto, è impressionante e allo stesso tempo avvilente apprendere che per continuare a mantenere in piedi una costruzione decadente ci abbiano messo le mani non dentro le tasche ma fin dentro le mutande, e poi hanno pure stretto con tutta la forza che avevano. Se nel mondo si avvererà l'incremento demografico preannunciato da grafici e statistiche, la migliore soluzione al problema che sapremo trovare sarà una tassa sull'esistenza: pagare per avere un posto nel mondo; riusciranno a far diventare un club esclusivo persino l'esistenza.

Troppe persone vogliono su un piatto d'argento la testa dei responsabili di tutti gli abomini di cui purtroppo siamo testimoni ormai quotidiani, dimentichi che avere un palazzo fatto di crani e di scalpi darebbe si una soddisfazione infinita (sottoscritto compreso) ma proprio su quella soddisfazione ci adageremmo: uccidere un tiranno ed eleggere al suo posto tiranno 2 non è la soluzione migliore, possiamo sicuramente fare di meglio.
Crolleranno i mercati e con loro le banche, le assicurazioni, le agenzie che assicurano le assicurazioni e chissà quali altre agenzie di cui solo coloro i quali ne traggono vantaggio ne conoscono il nome. Crolleranno le economie e non solo quelle dei paesi "che contano come il due di briscola", cadranno tutte una dopo l'altra trascinate in gruppo all'inferno a causa di quest'unione meravigliosa chiamata globalizzazione: o tutti o nulla. Forse non succederà immediatamente o forse non succederà in maniera immediata come ho descritto, ma è inevitabile che succeda perché crollare è l'unico fine del nostro sistema economico, l'unica cosa che ragionevolmente gli può accadere in quanto, semplicemente, è stato progettato malissimo ed aggiustato, negli anni, ancora peggio. Quanti sanno che le banche posso investire in affari vari fino a 30 volte il capitale liquido in loro possesso? Secondo me non abbastanza perché pochissimi al mondo stanno gridando che anche un bambino capirebbe che se fai un buco largo seicento tappi e nel mondo ce ne sono solo una decina, il buco non si tapperà mai. Ma i mercati sono così, da anni si risolve il problema delle crisi aumentando le soglie dei capitali spendibili (soldi inesistenti) e quelle dei debiti contraibili (soldi inesistenti). 

Noi (anzi, loro) risolviamo i problemi senza cercare la soluzione definitiva o quella più duratura possibile, invece di sbattersi chi ha l'influenza di decidere le cose davvero importanti ci mette sopra un toppa di merda e quando sarà consunta e sfilacciata farà in modo di mettercene con calma un'altra di merda: così facendo abbiamo ottenuto il brillante risultato di dare al 3% degli abitanti della terra il 93% circa delle risorse disponibili sul pianeta. Abbiamo trattato con leggerezza e stupidità troppe cose che invece andavano maneggiate con cura e dedizione: l'uso del petrolio, l'energia nucleare, la produzione delle armi che incrementa senza conoscere sosta, l'ambiente, il clima, la povertà etc. La cosa disgustosa è che molti uomini di governo, colo che ci dovrebbero SERVIRE spacciano queste problematiche come irrisolvibili o, nel caso siano palesemente risolvibili, si astengono dall'affrontarle. In america i professori di economia all'università sono pagati per insegnare e lodare il loro sistema economico come il migliore esistente, nessuno prova ad insegnarne un'altro e non ci vorrebbe molto per trovarne uno più valido. Chi è ricco può sempre corrompere.
Diminuire assai sensibilmente l'uso del petrolio si può, si può diminuire la povertà, si può tutelare l'ambiente  e si può investire in tutt'altro anziché negli armamenti (e questo è un punto che mi fa molto incazzare perché se sponsorizzi una politica economico-sociale che mira alla globalizzazione, dove tutti siamo insieme, spiegami perché costruisci le bombe da tirarmi in casa). Sembra che gli investimenti benefici costino sempre una fortuna, mentre costruire i giacimenti e muovere le petroliere non costi un cazzo, i "cattivi" non smetteranno di fare i cattivi, perché dovrebbero? Chi ha buonsenso, quando le cose vanno male, ha la responsabilità di agire anche per quelli che non ce l'hanno e questo, di sicuro, è il principio di una soluzione. Se fra vent'anni ci saranno cinquanta gradi di temperatura media in metà mondo a causa dell'effetto serra, offrire cento miliardi di dollari a madre natura per un po di fresco non credo che funzionerà.

Se c'è ancora chi ci crede i giochi non sono finiti.